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IL PROGETTO DI ARPA, UNIVERSITA' PD, CONFAGRICOLTURA VENETO CONTRO CONCIMI CHIMICI

L’AZIENDA SANT’ILARIO DI MIRA CAPOFILA DELLA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE

PROGETTO DIG-CONTROL: CONCIMI ORGANICI PER FAVORIRE LA FERTILITA' E CONTRASTARE DESERTIFICAZIONE E INQUINAMENTO

Il rischio di desertificazione è concreto anche in Veneto e nel veneziano. L'unione Europea ha emanato di recente una direttiva in proposito. Bombe d'acqua che non permettono alle piogge di penetrare adeguatamente nel terreno, poi lunghi periodi di siccità, la terra si sta ammalando. Inoltre il terreno si sta impoverendo e la fertilità diminuisce anche a causa dell'utilizzo prevalente di concimi chimici avvenuto soprattutto nella seconda metà del novecento. Fortunatamente in anni recenti l'utilizzo di fertilizzanti chimici va diminuendo, ma molto resta ancora da fare per ridare piena vita alla terra.
Il progetto DIG-CONTROL è nato con lo scopo di avviare sperimentazioni d'eccellenza per incentivare la fertilità e ridurre ancor più drasticamente la concimazione chimica che produce inquinamento. Sono partner di DIG-CONTROL: ARPAV, Dipartimento DAFNE università di Padova, Confagricoltura Veneto, It Photonis, e le aziende Sant'Ilario, Agrival e Valbissara (per informazioni https://www.digcontrol.it ).

Il progetto Dig-Control, le sperimentazioni in corso nell'azienda Sant'Ilario di Mira
L'azienda Sant'Ilario di Mira, impegnata nell'agricoltura sostenibile, è in prima linea per la promozione e realizzazione del progetto Digestato (fertilizzante organico).
“Il progetto Dig Control, letteralmente Controllo del Digestato, nasce dall’idea di alcuni agricoltori di perfezionare un sistema efficiente di distribuzione della sostanza organica, che sia replicabile da parte di tutto il mondo agricolo – spiega Ivan Furlanetto, direttore dell'azienda sant'Iliario. - . L’idea di base è quella di sostituire progressivamente la concimazione chimica con quella organica, poiché i terreni agricoli si stanno impoverendo sempre più di sostanze naturali. Il progetto si sviluppa su tre aziende agricole del territorio Veneto, nell'area di Venezia, Verona e Padova, estendendosi su una superficie complessiva di circa 70 ettari. In ciascun sito i terreni sono stati divisi in parcelle e su ciascuna parcella vengono attuate concimazioni di tipo diverso: minerale tradizionale standard o minerale a dose variabile. Abbiamo poi altre particelle su cui vengono utilizzati digestato solido e digestato liquido. Nei prossimi quattro anni verranno raccolti ed analizzati dati sulle produzioni raccolte, la fertilità e il miglioramento dello stato di salute del terreno grazie all’utilizzo della sostanza organica”.

La sostenibilità come sfida cruciale
“Si tratta di un progetto strategico – afferma Giulio Rocca, presidente di Confagricoltura Venezia. - L'uso di sostanza organica fa bene e serve per dare forza al terreno agricolo che si sta impoverendo progressivamente. Io la utilizzo da tanti anni e ne vedo i risultati. La sostenibilità ambientale è cruciale: dobbiamo impegnarci per salvaguardare il futuro del nostro pianeta valorizzando l'energia rinnovabile ed utilizzandone i sottoprodotti per la concimazione”.

La terra in piena salute, arricchita da microflora e microfauna
“La terra per essere fertile non deve essere compatta e deve essere ricca di sostanze naturali – sottolinea Francesco Meneghetti, responsabile Area Economica di Confagricoltura Veneto. - Se vogliamo salvare le nostre coltivazioni, dobbiamo ricominciare a restituire piena salute alla terra: non più zolle secche, ma terra ricca di sostanza organica, in grado di accogliere l'acqua piovana o quella proveniente dall'irrigazione e arricchita della presenza di microflora e microfauna. La terra è viva se insetti e piccoli invertebrati la “arano” e ne permettono l'ossigenazione. La terra è viva grazie all'humus, non dimentichiamo che gli antichi destinavano a concimazione parte di alcune coltivazioni di minor pregio”.

Alcune aree del nostro territorio presentano meno dell'1 per cento di sostanze organiche con gravi rischi di aridità e desertificazione
Nei terreni veneti la dotazione di sostanza organica è disomogenea, in particolare in alcune aree dove la tessitura è più grossolana, i livelli di sostanza organica presentano valori molto bassi (inferiori all’1 per cento). Nel veneziano ci sono alcune zone di bonifica dove la sostanza organica è mediamente elevata, ma anche qui è importante conservarla, perché la coltivazione agricola intensiva rischia di depauperare la riserva organica.
“L’incremento di sostanza organica favorisce la coesione delle particelle del terreno. La progressiva diminuzione di materia organica nei terreni a causa dell’utilizzo massiccio di concimi chimici, ha fatto sì che gli elementi nutritivi vengano rilasciati molto più facilmente nei fossi e in falda – continua Furlanetto. - Ecco perché diventa fondamentale il ritorno a questo importante elemento organico, in grado di trattenere soprattutto l’azoto, indispensabile per l’alimentazione delle piante. La sostanza organica ha inoltre l’importante funzione di trattenere l’acqua, aumentando le riserve idriche del terreno. Non dimentichiamo poi che la sostanza organica riduce drasticamente l’erosione del terreno perché tiene unite le particelle che lo compongono e quindi riduce il fenomeno della desertificazione”.

La collaborazione con ARPA Veneto ed Università di Padova
ARPA Veneto ha eseguito le analisi del terreno per categorizzare il tipo di suolo con cui si andrà a lavorare. L’Università di Padova, facoltà di Agraria dipartimento DAFNAE, ha perfezionato la metodica per ottimizzare la distribuzione della sostanza organica secondo i principi dell'agricoltura di precisione. Nell’autunno del 2018 è stata eseguita la prima distribuzione di sostanza organica nei terreni oggetto di sperimentazione e nella prossima stagione si vedranno gli effetti sullo stato di salute delle colture e la qualità e quantità dei prodotti raccolti.



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