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Convegno Nosema: una minaccia spesso sottovalutata e Rapporto tra cambiamento climatico e apicoltura

NOSEMA: minaccia sottovalutata e ROBOT per la produzione di pappa reale

Nosema: una minaccia spesso sottovalutata e Rapporto tra cambiamento climatico e apicoltura” è il tema del convegno regionale organizzato dall’Associazione Apicoltori Veneti Apimarca svoltosi il 17 marzo presso Agrimont – Fiera dell’agricoltura in montagna di Longarone (BL). Il convegno ha visto come relatori: il ricercatore del CREA di Bologna Antonio Nanetti, uno dei massimi esponenti della ricerca sull’apicoltura italiana e i ragazzi della startup beeforge Davide Feletti e Francesco Tomietto. Durante la mattinata oltre 200 partecipanti sono stati accompagnati alla scoperta della nosemiasi patologia emergente delle api tra le maggiori responsabili dello spopolamento degli alveari. Il dott. Nanetti, avvalendosi dei più recenti dati sperimentali, ha fornito preziosi strumenti per la prevenzione e il riconoscimento tempestivo della patologia, ma soprattutto per la gestione delle criticità con metodi naturali rispettosi dell’ape e dell’uomo. Subito dopo è stata la volta dei brillanti ragazzi di beeforge (www.beeforge.it) che hanno presentato il loro innovativo robot per la produzione di pappa reale. Il loro sistema si avvale di uno speciale telaino in parte artificiale, in parte costruito dalle api stesse e di un braccio comandato da un’intelligenza artificiale che agisce su di esso. Il robot, fornito di telecamera, scansiona il telaino riconoscendo le larve adatte alla produzione di pappa reale e in seguito le trasferisce su particolari supporti che torneranno nell’arnia. Il sistema, ancora in fase di sviluppo, beeforge permetterà di automatizzare la fase “critica” di lavorazione abbattendo tempi e costi di manodopera aprendo il campo alla produzione su grande scala e quindi a una nuova opportunità per i produttori italiani di pappa reale sempre più in crisi a causa della concorrenza cinese. La giornata si è conclusa con il secondo intervento del dott. Nanetti incentrato su come i cambiamenti climatici stiano influenzando i delicati equilibri dell’alveare. Gli inverni sempre più caldi infatti impediscono l’interruzione naturale dei cicli di deposizione delle api regine e quindi del ciclo riproduttivo dei patogeni associati, una delle principali strategie evolutive di sopravvivenza per le api. Anche le primavere precoci rappresentano un grosso danno poiché lo sviluppo delle api, legato alla quantità di ore di luce, non è più in sintonia con le fioriture sempre più anticipate.



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