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Marianna Zampieri racconta in 12 scatti i gatti veneziani

IL MONDO FELINO: fotomodelli in posa e scatti rubati

In mostra fino al quattro maggio a Venezia, in calle del Ghetto Vecchio, presso The Studio in Venice, il nuovo calendario Cats in Venice 2020, realizzato dalla fotografa Marianna Zampieri ed edito dalla casa editrice El Squero.

Il calendario si compone di 12 scatti che raccontano i gatti Veneziani, scatti in bianco e nero che mettono in evidenza il mondo di questi meravigliosi felini.

L’autrice, appassionata di gatti fin da bambina, inizia questo percorso quando nel 2012 adotta il suo gatto Arthur e nello stesso periodo le viene regalata una macchina fotografica, spinta da questo grande amore per i felini inizia il suo progetto fotografico.

In particolare ama fotografarli in giro per le città ma anche accanto ai loro proprietari riuscendo a cogliere quel legame intimo e riservato tra questo animale e il suo ambiente.

Nella varietà di ambienti domestici, luoghi di lavoro e città, il gatto resta sempre il soggetto principale.

Intervista a Marianna Zampieri

Quando nasce la sua passione per i gatti e il suo progetto di fotografia?

Sono nata una gattofila, ho sempre avuto la passione per i gatti fin da piccola, ho avuto la fortuna di poter  vivere con dei gatti, anche gatti lasciati in libertà  ancora negli anni 90.

La passione per la fotografia è una conseguenza, è un modo di esprimere un legame con questo animale, ho trovato questo modo per comunicare la mia passione, nata quando ho adottato il mio attuale gatto, circa sei anni fa, da lì è partito un po’ tutto, mi è stata regalata una macchina fotografica e ho cominciato a provare a fotografare i primi gatti.

Attraverso le sue foto racconta il legame speciale che si crea tra il gatto e la persona.

Ci racconta qualche aneddoto che l’ha particolarmente colpita?

Quello che a me piaceva di più raccontare era il legame che si creava, il primo progetto che ho realizzato è proprio “Passions” che raccontava il legame tra le persone e il proprio animale mentre erano intenti a fare qualcosa.

A volte richiamavano la passione e il lavoro della persona che era ritratta e il gatto entrava all’interno di questo mondo, il target era quello di dimostrare un legame, qualche segno o qualche gesto di affetto.

Non è facilissimo perché i gatti sono animali riservati, quindi una intrusione di una persona nel loro ambiente intimo non è sempre apprezzata dall’animale.

Quando si riesce a immortalare questi attimi è una fonte di enorme soddisfazione.

Ho avuto belle esperienze con questo progetto, realizzo servizi fotografici a domicilio di gatti e persone insieme cercando di vivere la quotidianità di un rapporto.

C’è stata una esperienza in particolare che ricordo molto bene, ero andata a fotografare una ragazza, insegnante di opera lirica, appassionata di musica e suonava il pianoforte, i suoi gatti erano abituati ad andare fuori e quel giorno li aveva tenuti  dentro in previsione del mio arrivo per fotografarli, naturalmente i gatti non erano molto d’accordo e pareva che quel giorno non riuscissimo a combinare nulla di buono, ad un certo punto lei ha detto <<provo a fare un ultimo tentativo a suonare il pianoforte che di solito loro apprezzano>>, da lì è stato un bellissimo momento, lei si è messa al pianoforte e i gatti l’hanno accerchiata, sono saliti sul pianoforte c’è stato questo attimo di legame, ho fatto poche foto ma molto significative.

Il gatto è un animale imprevedibile, qual è la difficoltà dello scatto?

Ci sono gatti che più si prestano e altri no, anche a Venezia, con questo progetto dei gatti veneziani è molto evidente questa cosa. Ci sono dei gatti con cui mi posso permettere di fare molte fotografie, posso permettermi di trovare diverse angolazioni o diverse posizioni e loro si prestano, sembrano dei fotomodelli, vedi che gli piace posare, e alcuni invece è questione di un attimo, uno scatto ed è buona la prima, è una soddisfazione riuscire a realizzare qualcosa sfruttando quel poco che ti viene dato.

C’è una caratteristica caratteriale che la accomuna al mondo dei gatti?

Io mi sento molto felina, nel discorso della riservatezza, sono abbastanza timida, faccio fatica a rapportarmi con le persone, ci vuole un pò per entrare in sintonia, devo studiare la situazione, parto prevenuta e restia, ma se percepisco fiducia, il rapporto è molto sincero.

Cosa ci racconta in questa mostra fotografica?

Questa mostra è la seconda che dedico al progetto Cats in Venice, l’anno scorso ne abbiamo presentata una per scrivere il libro che è uscito in aprile del 2018, un libro fotografico in cui vengono raccontate le storie dei gatti veneziani, tutti i gatti fotografati hanno poi la loro storia a didascalia delle fotografie.

Quest’anno abbiamo deciso di fare qualcosa di diverso, abbiamo   realizzato un calendario per l’anno 2020 con 12 scatti, che raccontano i gatti  a Venezia, sono foto di luoghi riconoscibili in cui c’è tantissima Venezia, si possono ammirare i gatti e delle belle vedute, sono delle fotografie che restano, il calendario è un bel formato 44x 30 e a fine anno 2020 c’è la possibilità di ritagliare le stampe per poi poterle conservare  e mantenere all’interno della propria casa per più tempo possibile.

Perché ha scelto il bianco e nero?

Per questo particolare progetto ho preferito il bianco e nero perché credo che sia più adatto alla situazione, Venezia è una città immortale senza tempo, io comunque ho una predisposizione per il bianco e nero, vedo la fotografia in bianco e nero, essendo un progetto che ho realizzato personalmente ho voluto dettare io le regole anche se non è sempre apprezzata la scelta.

Sono gatti ritratti in cui manca il colore, sono convinta che nel togliere il colore si accentui di più l’attenzione sul soggetto e poi appunto c’è questo sfondo che sicuramente in bianco e nero dà il suo massimo.

<<Il gatto è stato per me un animale socratico, mi ha insegnato a scoprire chi ero e quale era il mio posto nel mondo>> (Giorgio Celli). Cosa ha insegnato a lei il gatto?

Veramente tanto, la pazienza di osservare, di prendersi il proprio tempo e i propri spazi, la frustrazione quando non si riesce a fare quello che si vuol fare e tanta soddisfazione quando si riesce a realizzare fotografie anche di piccoli dettagli stando a contatto con l’animale.

Quali sono i progetti per il suo futuro?

Sto portando avanti il progetto C-AT WORK, I gatti nei luoghi di lavoro, sono sempre fotografie in bianco e nero e in ambienti lavorativi dove vivono dei gatti, un progetto più ampio che mi porta in giro per tutta Italia, sono sempre alla ricerca di nuove situazioni da immortalare, mi dà molta soddisfazione vedere gatti inseriti in un mondo diverso a cui siamo abituati a vederli, dimostra l’adattabilità di questo animale in qualsiasi tipo di situazione.

Un cospicuo numero di followers sui social, qual è stato il complimento più bello che ha ricevuto e se c’è qualche personaggio famoso che si è appassionato ai suoi calendari.

Su Instagram ci sono progetti che hanno riscontrato successo, il complimento più bello che ricevo molto spesso da parte dei proprietari o da persone che conoscono i gatti, è che sono riuscita a fotografare la personalità di quell’animale, si vede dallo sguardo o dal modo di essere in quella fotografia che è proprio quel gatto.

Simpatico da raccontare che durante quest’esposizione, un calendario e un libro sono stati acquistati dal nostro portiere storico della nazionale Walter Zenga, che ha apprezzato il soggetto, avendo anche lui dei gatti, un gattofilo come noi.

<<Non si possiede mai un gatto semmai si è ammessi alla sua vita il che è senz’altro un privilegio>>

In cosa si ritiene privilegiata?

Di riuscire a conoscere un infinità di gatti, a volte di essere ammessa proprio all’interno della loro intimità, quindi ad avere una certa vicinanza.

 

 



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