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In occasione della Biennale Arte 2019, dall’11 maggio al 24 novembre, l’Arsenale Nord è teatro di eventi collaterali e di installazioni che arricchiscono la scoperta di uno degli spazi pubblici più straordinari della città.

L’Arsenale Nord apre le porte all’arte contemporanea e si conferma polo di cultura e tempo libero

Manca pochissimo all’inaugurazione della 58. Esposizione d’Arte della Biennale di Venezia, che porta il titolo di “May you live in interesting times”, e l’Arsenale Nord apre le porte all’arte internazionale e al suo pubblico di appassionati e di cultori con una ricca offerta di eventi di grande richiamo, rendendo ancora più appetibile una visita a questo eccezionale patrimonio storico artistico veneziano.
A partire dal 10 maggio, sarà visitabile la nuova opera dell’artista italoamericano Lorenzo Quinn, una impressionante installazione, alta 15 metri e lunga 20, composta da 12 enormi mani in pietra che si intrecciano scavalcando, il piccolo bacino di carenaggio dell’Arsenale. Con il suggestivo titolo di Building Bridges, Quinn intende celebrare i 6 valori universali dell’uomo, partendo proprio da Venezia, città di ‘ponti’ – reali e metaforici – e Patrimonio Universale dell’Umanità: l’amicizia, la saggezza, l’aiuto, la fede, la speranza e l’amore. Sei coppie di mani unite che simbolizzano bisogni e desideri comuni e che costituiscono un messaggio di pace e di comunanza.
Per completare la conoscenza sul lavoro di Lorenzo Quinn, uno dei più conosciuti artisti del panorama internazionale ormai di casa in laguna, si può visitare l’esposizione allestita dall’11 maggio presso la Tesa 99, che raccoglierà una selezione delle sculture più note e iconiche dell’artista.
Poco lontano, in Area Scali, l’artista italiano Marco Lodola torna a Venezia con l’installazione Hello Goodbye, curata da Luca Beatrice e Red Ronnie, che prende il nome dalla leggendaria canzone dei Beatles: “è un saluto ai marinai, ai viaggiatori, a chi fugge e a chi cerca casa, a chi insegue l’avventura e a chi vuole ritornare nella propria terra”. Vi è infatti rappresentato un marinaio luminoso, alto sette metri, che accoglie i visitatori all’ingresso dell’Arsenale, con il braccio alzato in gesto di segno di saluto, nei pressi del sottomarino Enrico Dandolo. Hello Goodbye, dal sapore pop, rimarrà acceso per tutta la durata della Biennale, in occasione del Salone Nautico, dal 18 al 23 giugno, per poi essere donata alla Città di Venezia.
Apre al pubblico l’11 maggio la mostra collettiva Punto delle partenze interrotte promossa dal MOMAD - Museum of Modern Art Dubrovnik allestita presso la Tesa 100. Curata da Jelena Tamindzija, espone opere di tre artisti di fama internazionale nati e cresciuti a Dubrovnik: Izvor Pende, Slaven Tolj e Mariana Pende. La mostra, che gode del patrocinio delle città di Dubrovnik e di Venezia, mette in rilievo il punto di partenza di un percorso artistico personale capace di fermarsi, di ‘interrompersi’, per riflettere sulla propria direzione, sul proprio movimento.
In Dante Veritas è il titolo della mostra di Vasily Klyukin, filantropo, inventore e designer russo ora passato all’arte, promossa da The State Russian Museum presso la Tesa 94, in Area Scali. 32 grandi sculture in acciaio di forte impatto ispirate alla Divina Commedia di Dante: uno scenario apocalittico che vuole far riflettere sui problemi che affliggono l’umanità, rappresentando vizi e peccato sotto una ‘luce’ molto speciale. Un richiamo all’assunzione di responsabilità da parte dell’uomo per i danni causati all’ambiente. La mostra, a cura di Paola Gribaudo e completa di un importante catalogo, resterà aperta fino al 26 novembre.
Solo dall’8 al 12 maggio (orario 10-18), è invece l’esposizione dal titolo The Wait, dedicata agli artisti contemporanei del Bahrain, alla Tesa 113. The Wait presenta il lavoro di un gruppo di artisti del Bahrain che ci invitano a riflettere sulla mutata relazione con il mare inteso quale spazio di fluidità la cui percezione è in perenne cambiamento, al tempo stesso fonte di vita e di minaccia. Il titolo della mostra, curata da Amal Khalaf, Tasneem Al Shurougi e Kaneka Subberwal, prende spunto dall’omonima opera del 1999 dell’artista Nasser Al Yousif, figura di spicco del mondo dell’arte del Bahrain, e porta gli artisti contemporanei in mostra – Nasser Al Yousif, Hasan Hujairi, Hala Kaiksow, Bahraini-Danish, Mariam Al Noaimi Ghada Khunji - ad interagire in modo personale con quest’opera, con il mare e l’ambiente costiero alla luce dei cambiamenti climatici.
Infine, fino al 24 Novembre 2019, lo Spazio Thetis ospita la mostra Friends, dove artisti, curatori, galleristi, accomunati da una frequentazione comune, danno il titolo ad una collettiva.
Accompagnano con i loro lavori la storia ultra ventennale dello Spazio Thetis e ora condividono con nuove opere il vasto giardino dell’Arsenale Nord, uno dei luoghi verdi più affascinanti della città (lunedì-domenica, orario 10-18).

Con queste iniziative, l’Arsenale Nord, restituito al Comune di Venezia nel 2013 e gestito da Vela Spa, si riafferma come luogo ideale di attività culturali di alto profilo aperte al pubblico. Mostre, installazioni e, a giugno, la prima edizione del Salone Nautico Venezia animeranno il lungo waterfront storico affacciato sulla Darsena Grande, offrendo anche l’occasione per scoprire e visitare nuovi spazi recuperati dell’immenso complesso dell’Arsenale, quale il bacino di carenaggio piccolo e l’imponente edificio adiacente che si affaccia in laguna.
Un’opportunità per il pubblico internazionale in visita e per i residenti di godere di un panorama unico sull’intero area dell’Arsenale da un punto di osservazione poco congestionato e di assoluta qualità, approfittando dei servizi – culturali e di ristoro – qui disponibili.



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