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Dal 6 aprile al Museo del merletto a Burano

Mostra “Pittura di luce. Burano e i suoi pittori”

L'assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, è intervenuto al Museo del merletto di Burano all'anteprima della mostra "Pittura di luce. Burano e i suoi pittori". A illustrare il percorso espositivo sono state le curatrici della mostra, Chiara Squarcina ed Elisabetta Barisoni.

La mostra - si legge in una nota degli organizzatori - espone opere di pittori buranelli come Gino Rossi, Umberto Moggioli e Pio Semeghini, che nel primo decennio del secolo scorso furono protagonisti del movimento artistico veneziano di Ca’ Pesaro, al centro di un vivace dibattito sull’arte moderna. In quegli anni l'isola divenne una sorta di luogo idilliaco dove ritrarre “en plein air” la natura, i paesaggi sospesi tra acqua e cielo, i colori delle sue case e i suoi abitanti. La fine di questa prima stagione artistica arrivò con lo scoppio della Prima Guerra mondiale, ma la storia della pittura e dei pittori a Burano continuò per buona parte del secolo, sempre a fianco dell'avventura dei "capesarini", fra i quali troviamo anche il trevisano Nino Springolo e il veneziano Fioravante Seibezzi.

“Spesso, fuori Venezia - ha evidenziato Venturini -, la grande tradizione della pittura di Burano non è conosciuta, se non dagli addetti ai lavori. Era importante quindi che i tesori di artisti di Burano custoditi dai Musei civici di Venezia non fossero esposti solamente a Ca’ Pesaro, ma tornassero a casa in quest’isola, come omaggio ai pittori che hanno raccontato nei loro quadri questo luogo straordinario ma anche ai suoi abitanti”.

Ringraziando la Fondazione Musei civici per aver organizzato la mostra, l’assessore Venturini ha poi aggiunto: “Questa esposizione è un altro importante tassello del percorso di riscoperta e valorizzazione della ricchezza immateriale di Burano. Non solo luoghi e paesaggi, ma uno straordinario patrimonio di tradizioni che non può andare perduto e che resta al centro delle attenzioni dell’Amministrazione comunale”.

L’esposizione sarà visitabile dal 6 aprile 2019 all’8 gennaio 2020.



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