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Tanto popolari tra le vip ma non solo, i cosmetici a base di veleno d’api favoriscono la rigenerazione cellulare della pelle e svolgono un’azione anti-età rallentando la comparsa dei segni del tempo

VELENO D’ APE, IN COSMESI HA EFFETTI SORPRENDENTI

 

APITOSSINA, UN ANTIRUGHE TUTTO NATURALE

L'apitossina conosciuta comunemente come veleno d' ape è la sostanza rilasciata dalle api femmine attraverso il loro pungiglione, ultimamente questo ingrediente è stato introdotto nei cosmetici per il suo effetto "botox naturale", però rispetto al botox, l’apamina in esso contenuta ha il grande vantaggio di non bloccare le contrazioni dei muscoli facciali, rendendo i lineamenti innaturali ma fermandosi a un livello più superficiale, agisce solo sulle ultime terminazioni nervose, donando un volto più rilassato ed in modo più naturale. Secondo alcuni studi si è inoltre dimostrato che la melitina presente nel veleno d’api è indicata per curare anche a scopo preventivo le ferite cutanee presenti a livello superficiale dell’epidermide come quelle provocate dai brufoli e, nei casi più gravi, dall’acne. Grazie alla sua caratteristica consistenza, il siero crea una barriera protettiva ed a contatto diretto con la pelle provoca un’infiammazione in grado di favorire la rigenerazione cellulare preventiva e la stimolazione della produzione di collagene, contrastando in modo efficace la comparsa delle rughe.

COME SI RICAVA IL VELENO D’ APE?

Questo trend è nato pochissimi anni fa e se all’inizio a tanti poteva sembrare soltanto l’ennesima stranezza in cosmesi destinata a scomparire, il veleno d’ ape si è rivelato in realtà un filone decisamente valido, basato su un principio semplicissimo, naturale e che soprattutto si ottiene senza causare danni o morte all’insetto. In tanti abbiamo imparato a nostre spese che l’ape punge la pelle e secerne il veleno come meccanismo difensivo, in molti casi l’insetto perde il pungiglione che resta facilmente incastrato nella nostra cute e successivamente muore, proprio a causa di questo distacco. Durante la produzione cosmetica sarebbe davvero triste ammazzare un’ape per ogni singola dose di veleno, per cui è stato messo a punto un meccanismo di raccolta che permetta all’insetto di espellere il veleno senza perdere il pungiglione e quindi di sopravvivere, per fare ciò si introduce nell’alveare una piccola piastrina metallica che produce una lievissima scossa elettrica, quasi impercettibile per l’ape ma in grado di indurla a rilasciare il veleno. L’ape punge una lastra di vetro, chiaramente impenetrabile, così il pungiglione resta attaccato al corpo dell’insetto che potrà così produrre in seguito altro prezioso veleno. Il veleno d’api che bagna la lastra di vetro viene poi lasciato asciugare, in modo che perda la parte di acqua che lo rende liquido, mentre i residui solidi principalmente proteici che restano sulla lastra vengono raschiati e raccolti, formando la polvere di veleno d’api che viene usata in cosmesi.

IL VELENO D’APE COSTA PIÙ DELL’ ORO

Un grammo di veleno, ovvero quello che si ottiene da diecimila api, vale circa trecento dollari e le quotazioni sono in costante ascesa, questo è il motivo per cui questi prodotti sono ancora di nicchia e non proprio low cost. E' importante ricordare che i cosmetici al veleno d’ape non sono indicati a tutti infatti devono evitare questi cosmetici tutti coloro che hanno già avuto reazioni allergiche in seguito ad una puntura d’ape.



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