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Dalle vette dolomitiche alle profondità della Terra alla scoperta delle miniere dell’Alto Adige.

 Un mondo affascinante tutto da scoprire, nel sottosuolo dell’Alto Adige dove le montagne custodiscono i loro tesori più preziosi. Al Museo Provinciale delle Miniere (con le sue quattro sedi) e alla Miniera di Villandro, grandi e piccini fanno un viaggio nella storia e nella cultura mineraria della regione, attraverso sentieri didattici, percorsi interattivi e divertenti cacce al tesoro.

Il Museo Provinciale delle Miniere con le sue quattro sedi (Monteneve, Ridanna, Predoi e Cadipietra) propone diversi itinerari alla scoperta di cunicoli e gallerie scavati durante il Medioevo, assordanti frantoi a ganasce, chilometri di rotaie per il traino con i cavalli, ripidissimi piani inclinati di frenatura, sentieri didattici attraverso le aree minerarie e una galleria climatica. A Predoi, in particolare, è un trenino a trasportare i visitatori alla scoperta dell’attività mineraria che qui è certa dal 1426, nel secolo in cui la miniera ha visto il suo massimo sviluppo. Il Centro Climatico si trova a 1100 metri all’interno della montagna. È un luogo in cui è possibile rigenerarsi e, grazie al microclima della galleria del Centro Climatico, trovare sollievo anche da diverse patologie delle alte vie respiratorie.
A Monteneve grandi e piccini possono scoprire la grande avventura dei minatori lunga 800 anni, tra l’estrazione di argento, zinco, piombo in condizioni estreme e la realizzazione di 150 km di cunicoli, tra cui quello di Poschau che, attraversando la montagna, porta in Val Passiria. Ai visitatori più piccoli viene proposta la speciale visita guidata “Monteneve Junior”, una divertente caccia al tesoro con martello, zappa e pala, esplorando lo stagno alla ricerca di minerali. In questo modo i piccoli minatori imparano di più sui minerali, sulla lavorazione e sul loro utilizzo. E ancora: a Masseria, località di Ridanna, è possibile assistere all'intero processo di produzione, attraverso la messa in funzione dell'impianto di arricchimento del minerale, che è ancora in perfetto stato originario.
Per chi non vuole addentrarsi nella montagna, ci sono brevi percorsi all’aperto che conducono al frantoio (utilizzato per frantumare e macinare il materiale estratto), messo in funzione durante la visita, per poi raggiungere l’imboccatura di una galleria dove viene mostrata la tecnica medioevale di taglio per l’avanzamento della galleria. Per gli adulti e i più esperti vi sono anche impegnativi percorsi guidati lungo i sentieri dei minatori.


La Miniera di Villandro regala prima di tutto un’ampia vista sulle Dolomiti Patrimonio UNESCO. L’altopiano di

Villandro è il secondo alpeggio più grande d’Europa, posto a oltre 2.000 metri. Nel Medioevo la miniera di Villandro era una delle cave più importanti del Tirolo e lo testimoniano i suoi oltre 25 km di gallerie. La prima informazione certa dell’esistenza di una miniera nella zona risale al XII secolo, sotto il controllo del monastero di Novacella a testimonianza che anche i monasteri si dedicavano alla produzione mineraria. In origine i minatori cercavano qui metalli preziosi come oro e argento, nei secoli successivi si sono limitati all’estrazione di rame e zinco.



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