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Eccellenza nel Veneto

COCCIOPESTO – Restauro conservativo e Bioedilizia

Intervista a Mario Vanin - A.D. e Responsabile Tecnico di HERES

 

Quando nasce l’azienda Heres e di cosa si occupa?

Heres nasce nel 1995 ,si occupa della trasformazione del cotto in cocciopesto e la formulazione di miscele derivanti dalla calce, appunto cocciopesto, dedicate al restauro conservativo e alla bio-edilizia.

Cosa si intende per edilizia biocompatibile?

L’Edilizia che abbia la compatibilità con chi la usa, ovvero che l’abitazione, sia l’involucro in cui l’essere umano ci abita, ci lavora, ci vive e ci dorme e che questo involucro sia quanto meno impattante con lo stato fisico, psichico, mentale ed emotivo della persona.

Che cos’è il cocciopesto e se si può parlare di riciclo di materiale?

Il cocciopesto è un riciclo, si ricicla dall’argilla che è stata precedentemente cotta, e non ha nella maggior parte dei casi dei requisiti per cui era stata lavorata.

La terracotta non è tutta uguale, il cocciopesto che dobbiamo utilizzare deve provenire da un’argilla cotta priva di fanghi, che non abbia avuto una temperatura di cottura eccessivamente alta, e che inizialmente non sia stata lavorata con un sistema di trafilatura, perché l’orientamento delle fibre deve essere non lineare ma casuale.

Qual è la figura che richiede le vostre miscele?

Le nostre miscele possono essere utilizzate in tutto quello che è il patrimonio edilizio e culturale.

Possono essere richieste da privati, tecnici professionisti, imprese e nello specifico possono essere richieste da strutture soggette a vincolo o da chi ha bisogno di malte che abbiano una prospettiva di durata molto lunga e di un’estetica molto bella e classica, o da chi necessita di creare una struttura con traspirabilità, volano isometrico ed elasticità.

 “Se la terra trema le miscele devono fare la loro parte”.

In cosa consiste il consolidamento strutturale e antisismico?

Le miscele devono fare la loro parte perchè devono avere un minimo di elasticità, devono avere un peso specifico più possibile contenuto e approssimato a uno, che è il peso dell’acqua, che serve per attivare le miscele.

Le miscele devono cercare di avvolgere e conservare la struttura, devono essere un tutt’uno, la miscela a base di terracotta e calce è un prolungamento, un’estensione della struttura per compatibilità e per carbonatazione.

Con l’’inserimento di strutture di reti, di basalto in fibre di carbonio o in metallo, si possono ottenere dei miglioramenti prestazionali anche in antisismica, e perché non in cemento?

Perché con le miscele in calce naturale, si ottengono malte con proprietà evolute quali la compatibilità con il laterizio e pietra utilizzate nella costruzione, maggiore elasticità, resistenza alla carbonatazione, traspirabilità e miglioria termica, plasticità ed adesività nell’inglobare reti di rinforzo, tutte qualità che concorrono ad ottenere l’obiettivo di rinforzo strutturale non invasivo e duraturo nel tempo.

Per la deumidificazione come può intervenire il progettista?

Il problema dell’umidità, cosiddetta da risalita, nel 50-60 % dei casi, è dovuta a errori di costruzione o a problemi di condensazione termica.

Un semplice ripristino delle malte non risolve il problema, è possibile intervenire sulla causa, o non potendo intervenire sulla causa, si interviene con l’uso di miscele in ciclo.

Si va dalla protezione della struttura muraria, alla trasformazione dai sali da solubili a insolubili, al ciclo rinzaffo strato fondo e finiture. La componentistica delle miscele fa sì che io abbia un prodotto che traspiri, tende a estrarre l’umidità in eccesso dal muro, più il muro è asciutto, più migliora la sua prestazione termica. Migliore prestazione termica minore condensazione, migliore ambiente, zero muffe.

Se certi errori costruttivi non vengono risolti non si risolve il motivo per cui il muro si deteriora.

In che modo la scelta del materiale contribuisce all’efficientamento energetico?

La scelta del materiale contribuisce in modo essenziale quando il materiale mi consente di avere un prodotto che non trattiene l’acqua, non fa da ponte termico e favorisce l’asciugamento del muro, cioè l’evacuazione dell’umidità residua e tende a riflettere parzialmente il calore.

Quando il materiale è elastico compensa l’escursione termica, limita la formazione di capillature e di infiltrazioni.

E se il materiale è leggero fa da compensazione, per cui la compatibilità con i  laterizi, la questione di pesi specifici e dei  leganti utilizzati, fa sì che il mio involucro si mantenga molto a  lungo nel tempo, si mantenga sano, si bagna e si asciuga rapidamente evitando la formazione di muffe, favorendo  il benessere interno ed esterno, perché un materiale in calce o in cocciopesto è un antiriflesso, per cui ho dei colori stabili nel tempo e non ho delle isole di calore, di conseguenza ho  il benessere.

Cos’è il restauro conservativo?

Conservativo, ovvero cercare di mantenere lo stabile utilizzabile, che resti un bene e un patrimonio e non sia qualcosa che finisca in rovina, restauro conservativo vuol dire consegnare a chi verrà dopo di noi un patrimonio culturale.

Un restauro conservativo fatto bene è un investimento, un restauro conservativo fatto male è un costo, un costo continuo.

“Noi attingiamo dall’antico per dare longevità, prestazione, stile e innovazione”.

Quali sono i vostri prodotti e in quale misura vengono utilizzati?

Attingiamo all’antico, perchè l’antico ha dimostrato longevità e prestazione, attualizziamo il prodotto, perché viviamo nel moderno.

Tutte le innovazioni provengono dall’antico, l’antico ha dimostrato longevità e prestazione , solo cosi’ l’antico giustifica l’investimento, attingere all’antico vuol dire attingere  a delle condizioni che evitano gli errori attuali, attingere a delle prestazioni impossibili ai prodotti moderni, attingere a delle prestazioni che mi fanno star bene e fanno star bene il mio portafoglio, attingere  all’antico perché consente di sviluppare nuove tecnologie e nuovi prodotti dalla nano alla riflettanza termica  e ai geopolimeri, allo strutturale, prodotti che non hanno scadenza, così il costruito è fatto per durare.

Scuola Heres, qual è il vostro obiettivo?

Scuola Heres, per noi, significa trasmettere un’eredità, un modo di fare, un concetto acquisito nel tempo, grazie alle maestranze, alle richieste, grazie a tutte le esperienze, e poterlo tramettere anche gratis. L’importante è che qualcuno possa farne tesoro, perché abbiamo constatato che quello che facciamo è fatto bene.

Nel restauro conservativo, quali sono le opere di cui vi siete occupati?

Tante le referenze di restauro conservativo, tra le quali:  Il Ponte di Rialto, la Chiesa della Madonna della Salute a Venezia, il Palazzo Storico del Comune e l’Università a Treviso,  Biblioteca Internazionale degli Armeni a Venezia , Palazzo Borromeo a Milano, l’Ex Convento di San Francesco a Meldola di Forlì Cesena, Piazza San Marco a L’Aquila, l’Ex Mercato del Pesce in Piazza del Ferrarese a Bari, la Cattedrale di San Nicolò a Noto - Siracusa, il piano del Colore delle Isole Egadi e tante altre ancora.

 

 



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