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a spasso per Stranimondi 2018

IO SON STRANO, E TU?

Avete mai viaggiato nel tempo?
Io sì.
Come descrivere differentemente l'esperienza di STRANIMONDI 2018!?
Giunto alla quarta edizione e presentato presso la sede della UESM di Milano, non è una fiera né una convention dedicata al fantastico bensì un'esperienza unica per chi, con animo un po' nostalgico, ama la letteratura, i libri, i fumetti. Il cartaceo, innanzitutto. Perché sì, la fantascienza e la letteratura weird amano sfacciatamente la carta per proiettarci ancora una volta in quel futuro che da decenni muta, si trasforma ed evolve, non indipendentemente ma sulle scelte culturali d'ogni epoca che attraversa.
Attenzione però, qui non si tratta solo di futuro e fantascienza, si viaggia nel passato e in altre dimensioni, non v'è limite, purché sia "strano".
Ci sono stato, l'ho vissuto per una giornata intera ed ho incontrato amici vecchi e nuovi. E di loro vi racconterò.
Il mio primo viaggio nel passato l'ha condotto una leggenda del panorama nostrano: nientemeno che Bruno Bozzetto. Disegnatore, animatore e regista, ha realizzato centinaia di cortometraggi e film d'animazione (famosissimo il suo Signor Rossi e gli episodi animati di Quark e Superquark  in collaborazione con Piero Angela, giusto per citarne alcuni della mia infanzia), torna alla ribalta con l'opera a fumetti Minivip & Supervip - Il mistero del Via Vai illustrata da Grégory Panaccione -altro nome che non ha bisogno di presentazioni vantando collaborazioni in Corto Maltese e Martin Mystère.
Bruno è una persona fantastica. Con carisma e simpatia si presta ad ogni domanda del pubblico rilanciando con ironia e sarcasmo al suo essere mitizzato e annoverato tra i capostipiti dell'animazione, preferisce scansare i complimenti e girarli ai suoi più giovani collaboratori; persino la musica diviene più che una fonte d'ispirazione nelle sue parole e alcuni piccoli capolavori sembrano nati grazie a essa piuttosto che dal suo estro artistico.
Pubblico numerosissimo alla sua presentazione e già, dopo pochi sguardi, temo che pure in questo ambiente l'età si sia sensibilmente alzata. Pochissimi giovani. Mi chiedo se sia legato ad un ospite che comprendo esser lontano sotto taluni aspetti dalle attuali generazioni ma mi tranquillizzano immediatamente: ciò che vedo è il pubblico ordinario, fiero d'essere di nicchia. E come dargli torto!?
Prosegue il mio vagabondare all'interno del salone che ci ospita. Incontro Licia Troisi  -sì, quella di Cronache del Mondo Emerso- ma è circondata dai fans e non mi va di disturbare oltremodo l'incontro a loro dedicato, così mi dirigo dagli amici editori presenti alla ricerca di novità e anticipazioni.
Amicizia consolidata è con Adolfo Morganti de Il Cerchio, storica editrice riminese (che festeggia inoltre 40 anni di presenza sul territorio), specializzata nella sacralità della cultura europea cui mito e realtà prendono forma e si intersecano nella saggistica ove certamente primeggiano. Proprio Morganti mi invita a conoscere Marco Rubboli, autore -presso Il Cerchio- di svariati testi sulla scherma storica e approdato alle edizioni Watson con il suo primo romanzo «Per la Corona d'Acciaio» (2018) in cui porta a compimento un fantasy storico iniziato nella sua giovinezza. "Sono maturato sotto l'aspetto pratico e storico ed ho vissuto l'esperienza da figlio ed ora da padre, un po' come accade tra queste pagine..." confida, consegnandomi e firmando una copia del romanzo. 
Una prossima recensione è indubbiamente dovuta.
Non devo poi spostarmi di molto per finire, letteralmente, tra le braccia dei ragazzi di Bietti. Andrea Scarabelli mi accoglie immediatamente con un bel po' di materiale da leggere e recensire e me ne torno a casa con il nuovo numero della rivista (gratuita, basta richiederla) Antarès dedicata ad un grandissimo scrittore del fantastico italiano quale è Dino Buzzati.
Non resisto alla tentazione di fare mio «Creature Fantastiche di Sicilia» edizioni Il Palindromo (che recensirà prossimamente Giada in un articolo a quattro mani sui misteri di quell'isola) nonché l'ultimo saggio dedicato a Meyrink per i tipi di Arktos «Alle Frontiere dell' Occulto» che, approfittando della presenza autorevole dell'amico Gianfranco De Turris, faccio orgogliosamente autografare. Incontro pure l'artista Danilo Capua i cui dipinti impreziosiscono copertine degli album di Universal Totem Orchestra e Il Segno del Comando (per citarne solo un paio) e la combriccola meyrinchiana è al completo.
La parte forte, in questo caso la fa, sempre per i tipi de Il Palindromo, «Elogio del fantastico» di Jacques Bergier che già nel sottotitolo “Tolkien, Howard, Machen e altri demiurghi dell'Immaginario” si preannuncia di sensibile importanza nel panorama editoriale di settore.
Non posso poi non citare Marco Solfanelli  la cui storica editrice romana si presenta ai fans dello sci-fi con Edizioni Tabula Fati ed un ampio ventaglio di romanzi di genere. Ma io so già a cosa puntare: Dimensione Cosmica.
Storica rivista di fantascienza e fantasy fondata nel '78, ritorna in grande stile, dopo una travagliata esistenza, proprio grazie alle Edizioni Solfanelli che la ripropongono aggiornata e, in un certo qual modo, controtendenza. Grandi nomi, autori affermati e altri più giovani firmano i nuovi numeri alla ricerca del perduto umanesimo fantascientifico e realizzano uno straordinario strumento di divulgazione per tutti gli appassionati di genere (e non solo).
Rischierei di annoiare i miei lettori raccontando ogni incontro, ogni istante di STRANIMONDI tra passato e futuro e passeggiate in lande Lovecraftiane; preferisco perciò invitarvi ad essere strani, a tirare fuori lo strano che è in voi e partecipare alle future edizioni emozionandovi e ,un po' come ho fatto io, viaggiando nel tempo liberi da ogni costrizione e condizione. Qui gli unici protagonisti ad avere voce sono i libri.
P.S. purtroppo a causa di un contrattempo non sono riuscito, con sommo rammarico, ad incontrare Michele Mari.
Vi (r)assicuro che nei prossimi tempi gli dedicherò uno speciale approfondimento.
_Ivan Capra_


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