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Il tatuaggio paramedicale nasconde in modo efficace le cicatrici e ricostruisce il capezzolo, alcune iniziative della Lega Italiana contro i tumori

UN TATUAGGIO CONTRO IL TUMORE AL SENO

Il tumore del seno è il cancro più frequente nella popolazione femminile, in Italia colpisce una donna su otto nell’arco della vita, ogni anno abbiamo circa 40.000 nuovi casi e sempre più in donne giovani. Infatti negli ultimi anni si è registrato un incremento di circa il 30% nella fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni. Tra le molte sfide e difficoltà che i malati oncologici, specialmente in questa fase di età, devono affrontare ci sono i cambiamenti dell’aspetto fisico che influiscono sulla qualità di vita in termini di autostima e di coinvolgimento nelle relazioni affettive e sociali.

Ospedale di Rovigo, Lega Italiana per la lotta contro i tumori (LILT) invita le donne alla prevenzione

Da 26 anni la LILT promuove la Campagna Nastro Rosa, infatti il mese di ottobre è dedicato alla prevenzione del cancro alla mammella e milioni di persone in tutto il mondo scelgono di indossare un Nastro Rosa per ricordare l’importanza della prevenzione.
Nell’ ospedale civile di Rovigo, l’ iniziativa è stata accolta dagli operatori della Lega Tumori di Rovigo, i quali con grande entusiasmo promuovono: stili di vita sani, cultura della diagnosi precoce, sostegno alle campagne di screening e finanziamento della ricerca clinica ed epidemiologica attraverso borse di studio a giovani laureati.

Maria Iside Bruschi è la presidente della lega tumori di Rovigo, insieme agli altri operatori ricordano a tutte le donne l’ importanza della  prevenzione del tumore al seno e svolgono informazione sulle nuove tecniche mediche e chirurgiche per trattare la patologia non solo dal punto di vista terapeutico ma anche estetico, infatti ricevere oggi una diagnosi di carcinoma mammario fa meno paura rispetto a vent’anni fa perché la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata, la mortalità diminuisce costantemente e vi sono varie metodiche che ricostruiscono il seno in maniera sorprendente.

Ridisegnare il seno con la dermopigmentazione

L’intervento per la rimozione di un tumore al seno e per la ricostruzione della mammella lascia sul corpo di una donna delle cicatrici che spesso creano disagio, per questo una volta completato il processo di guarigione è indispensabile prendersi cura dell’area cicatrizzata. Una cicatrice è l’ultimo stadio del processo di riparazione del tessuto cutaneo, in questa zona la pelle si presenta fibrosa e più dura perchè formata principalmente da una proteina: il collagene.

La Dermopigmentazione è un trattamento paramedicale e rappresenta la soluzione ideale per aiutare le donne a ritrovare l’ immagine estetica perduta tra i segni cicatriziali, infatti la maggior parte delle cicatrici mantiene un colore più chiaro rispetto alla normale tonalità della pelle perchè privo di melanina. La metodica ricorda quella del classico tatuaggio e permette di dare pigmentazione allo strato più in superficie del derma, quindi può essere utilizzata per scopi correttivi estetici e ricostruttivi, infatti le cicatrici vengono ripigmentate con colori appositamente studiati e capaci di riprodurre in maniera più realistica possibile, il colore originario dell'areola mammaria o la tonalità più simile a quella della pelle circostante alla cicatrice. Oltre al colore dell'areola mammaria, la tecnica del tatuaggio paramedicale al seno consiste anche nel riprodurre, con effetto realistico, il diametro, la forma e la posizione originaria dell'areola mammaria e del capezzolo, in modo tridimensionale, attraverso un gioco di luci ed ombre.

Lega italiana per la lotta contro i tumori e dermopigmentazione all’ ULSS 9 di Treviso

Nel 2010 è stato istituito un protocollo di intesa tra il Centro di Senologia ULSS 9 e LILT sez. Treviso per poter offrire a tutte le pazienti, con esiti di mastectomia e ricostruzione della mammella, la possibilità di usufruire della dermo-pigmentazione per la ricostruzione del complesso areola capezzolo. Attualmente il complesso areola capezzolo viene ricostruito con un intervento in anestesia locale in regime di Day surgery e prevede il prelievo di cute dall’inguine che viene innestata per creare la nuova areola.

Una alternativa a questa tecnica di ricostruzione è l’utilizzo del tatuaggio che permette di ottenere un ottimo risultato estetico con il minimo dell’invasività. Tutta la procedura è eseguita in ambulatorio LILT, in stretta collaborazione con i chirurghi plastici e senologi, inoltre vengono rispettati rigorosamente i canoni della sterilità e le norme che prevedono anche lo smaltimento del materiale infetto.



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