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Il sindaco: "E' il segnale forte di un grande possibile rinascimento della città"

Inaugurato un nuovo bistrot in via Piave a Mestre.

Se ci crediamo tutti questa città diventerà più bella. L'inaugurazione del locale è il segnale forte di un suo possibile grande rinascimento". Queste le parole del sindaco Luigi Brugnaro in occasione dell'inaugurazione di Grand Central Mestre, il bistrot che ha aperto i battenti in una zona nota in passato per pesanti problemi di degrado. Al taglio del nastro del locale di piazzale Olivotti, situato tra la fontana di Aricò e via Degan, hanno partecipato anche i rappresentanti delle autorità civili e militari cittadine, oltre che l'assessore alla Sicurezza urbana, Giorgio D'Este, l'assessore all'Urbanistica, Massimiliano De Martin, l'assessore ai Lavori pubblici, Francesca Zaccariotto, la presidente della commissione Cultura del Comune, Giorgia Pea, e il comandante della Polizia locale Marco Agostini: "Gli imprenditori sono persone che rischiano sulla propria pelle e che creano posti di lavoro - ha sottolineato il primo cittadino - Dobbiamo ringraziarli per aver deciso di provarci qui, a Mestre e a Marghera. In passato sembra quasi che per certa gente fosse tutto dovuto, invece noi come Amministrazione crediamo che chi investe debba essere rispettato e aiutato".

Il sindaco ha poi concentrato l'attenzione sul tema sicurezza, argomento "caldo" in via Piave: "Abbiamo portato ordine e decoro dove prima non c'era grazie all'impegno della nostra Polizia locale e dei Lagunari e collaborando attivamente con le Forze dell'Ordine, la Procura e il Tribunale - ha sottolineato - I nostri agenti hanno insegnato con educazione alle persone che una lattina si può buttare nel cestino anche solo camminando qualche metro in più. Ognuno si faccia un esame di coscienza e pensi a ciò che può fare per la sua città, non c'entra niente la polemica politica. Dobbiamo guardare avanti, il futuro è per i giovani".

A proposito di giovani generazioni, Brugnaro ha voluto commentare gli arresti eseguiti dalla Polizia di Stato nei confronti dei presunti componenti di baby gang che di recente si sono resi protagonisti di rapine e pestaggi in città: "Non possiamo permettere che questi ragazzi facciano proselitismo - ha dichiarato -  Dobbiamo dimostrare ai loro coetanei che quella è la strada sbagliata da seguire. Non puoi picchiare la gente per strada, non puoi derubarla. Da oggi questa banda dovrà stare molto più attenta, sappiamo chi sono e abbiamo agito. Ai giovani insegniamo la cultura del rispetto e della legalità".



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